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Il leitmotiv.

30 novembre 2015 | Nessun commento

Il leitmotiv in musica è un accordo che si ripete all’interno di una melodia e la sostiene dandole struttura. Nel mio caso il leitmotiv della casa sono gli archi. Ho cercato di esaltare questo motivo che si ripeteva in più versioni, togliendo porte e coprifili. L’effetto ottenuto è una serie di vedute assiali da una stanza all’altra date da due corridoi in fondo ai quali svettano le aperture arcuate, alte e strette.

Il doppio salone era in origine diviso da un grande portale circondato da due nicchie ornamentali, che ho fatto “bucare” dando un impatto visivo quasi neoclassico. La prima volta che ho visto l’appartamento non ho colto il potenziale estetico dell’elemento arco. In una delle nicchie c’erano il termosifone e una mensola di marmo, con classico telefono grigio affiancato dalle mitiche pagine gialle. Un angolo degno di un film con Alberto Sordi tanto per dare una suggestione. Adesso dal bozzolo è uscita la farfalla e la nicchia antidiluviana è diventata il tratto distintivo della casa. Perciò se nella ricerca di una casa incappaste in un luogo che vi pare antiquato, magari col linoleum per terra e la collezione di ex voto sopra la testiera del letto, trattenete l’impulso di radere al suolo tutto e aguzzate la vista. La regola è che un dettaglio d’epoca ben recuperato può riqualificare un’abitazione di aspetto modesto.

Prima

Dopo

In un mercato dell’antiquariato a Tortona ho trovato questa donna assorta nella lettura. Mi ha attratta quel corpo nudo e candido stagliato contro il fondo nero, come a volersi prendere gioco dell’ignoto che incombe alle sue spalle. A cavallo fra l’800 e il 900 la figura femminile era spesso ritratta in bilico fra l’innocenza e la perversione. Una rappresentazione ambigua molto vicina alla corrente pittorica Simbolista di cui sono appassionata. Se penso che il venditore voleva più soldi per la cornice che per la stampa in sè…

Solo più tardi, a casa, sotto uno sguardo più clinico e il supporto di google ho scoperto che si tratta probabilmente di una delle prime stampe al carbone, realizzata in Europa da un appassionato che fotografava i suoi dipinti preferiti nei musei e ne faceva delle stampe.

La madia l’ho disegnata immaginando un blocco di ottone, ossidato con lo scopo di ottenere una superficie irregolare e leggermente brunita. La natura morta che sembra emergere dall’oscurità è un lavoro di Edoardo Pasero. È una fotografia, ma la cornice imponente e la pendola barocca enfatizzano l’effetto dipinto.

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