imm evidenza bagno

's[09]

La sala da bagno.

30 novembre 2015 | Nessun commento

L’idea di trasformare una stanza secondaria in una “sala da bagno” mi è venuta riguardando il Gattopardo. C’è una scena in cui Burt Lancaster nei panni del Principe conversa mentre fa il bagno, come se la vasca fosse un divano. Ci sono un paravento dietro il quale svestirsi, la toeletta (piccolo tavolo munito di cassetti e specchiera) e altri arredi che come in tante dimore di un tempo rendevano il bagno una sala all’altezza del resto della casa.

Per replicare questa atmosfera ho fatto di nuovo ricorso al rigattiere, da cui ho recuperato una vecchia vasca in ghisa dei primi del secolo. Mi sono immaginata che il restauro di un oggetto di tali peso e dimensione richiedesse un trattamento simile a quello delle auto. Quindi la parte esterna è stata sottoposta a un trattamento abrasivo tramite getti di sabbia per togliere le incrostazioni e poi verniciata “a forno” dal carrozziere, scegliendo insieme a lui il colore con l’aiuto di un campionario. La parte interna, più delicata, è stata igienizzata e smaltata con prodotti professionali.

Il resto degli arredi è frutto di ricerche. Lo specchio vintage stile marittimo trovato in un mercatino, la cicala liberty che ospita un potus, un vecchio porta pacchi da treno che uso come appendi accappatoi e portasciugamani, la poltroncina anni 50 ritappezzata e un portaombrelli in vimini anni 60 trovato in cantina che, con sopra un vassoio comprato a Marrakech, si è trasformato in un tavolino.

La doccia è come un piccolo bagno turco che mette in comunicazione il secondo servizio, ricavato da uno sgabuzzino, con quello principale. La soluzione è funzionale e crea l’illusione di avere due docce. Inoltre le pareti vetrate entrambe scorrevoli per consentire il doppio passaggio, permettono alla luce di filtrare nell’ex sgabuzzino altrimenti cieco.

Lo strano oggetto ad alveare ritratto a fianco della doccia è un divisorio da esterno trovato in una villa nella zona di Varese. Il disegno fa pensare al periodo art decò ma il valore è dato dalla lavorazione artigianale. L’ho messo in bagno come oggetto di decoro su cui appoggiare la biancheria o appendere oggetti.

Luce e umidità dell’ambiente bagno creano un microclima ideale per piante tropicali come le orchidee tanto amate ma ritenute erroneamente effimere e difficili da mantenere.
In realtà si tratta di piante abbastanza robuste e a crescita lenta. L’unica cosa di cui necessitano sono, appunto, la giusta luce e umidità, che non significa in pieno sole e con le radici a mollo. Immaginatele dove dovrebbero stare (almeno la varietà più diffusa, la phalenopsis), attaccate a qualche tronco nel mezzo della foresta. Quindi sole filtrato dalle foglie degli alberi e umidità che sale dal terreno senza inzupparle.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *