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Semina e nutri il pensiero.

26 novembre 2015 | Nessun commento

Come designer mi trovo spesso a dover realizzare il restyling di un vecchio marchio aziendale. Si tratta di rimodernare e riqualificare l’immagine superata di un’attività che vuole tornare ad essere competitiva, mantenendo il legame con la storia dell’azienda. Per questa casa ho applicato la stessa regola, individuandone i punti forti per poi valorizzarli. Pensare a un tema mi ha aiutata a essere coerente nelle scelte stilistiche e a prendere decisioni senza troppi indugi.

Ovviamente le buone idee non sono frutto di una folgorazione, ma di anni di ricerca e osservazione. Faccio il pieno di immagini su libri e riviste, poi contrassegno, ritaglio e creo pachwork di immagini che in gergo tecnico si definiscono mood board. Oggi tutto si riduce a un “copia e incolla” dalla tastiera del computer, ma è bello tornare ai vecchi metodi quando si può. La sensazione delle forbici che tagliano la carta, il gesto di incollare un ritaglio su un pannello… gesti scomparsi. Inghiottiti dalla richiesta di velocizzare e ottimizzare tutto.

Il mood board è molto utile ogni qualvolta fosse necessario far capire lo spirito del progetto nella sua fase embrionale. Si tratta appunto di una raccolta di immagini suggestive e ispiranti che aiutano il prodotto, in questo caso la casa, a sviluppare la propria personalità e visualizzarla. E siccome l’abbondanza impedisce di compiere scelte sensate poiché crea confusione, alla roboanza di Pinterest continuo a preferire il rituale più contemplativo dello sfogliare un libro o riguardare un film.

A proposito di film, ce ne sono alcuni la cui sequenza narrativa è guidata da una dominante cromatica. In alcuni casi attraverso l’osservazione delle dominanti si riescono a distinguere più fasi all’interno dello stesso racconto. Suddividendo così alcune pellicole si possono ottenere delle vere cartelle colori, da archiviare e utilizzare per decorare una stanza ispirandosi al proprio film preferito.

Se poi è chiaro che ogni tinta è il risultato della composizione dei quattro colori primari (azzurro, magenta, giallo e nero), diventa tutto più spontaneo. Intuire come è costruito un colore affina sensibilmente la capacità di giudizio sulle cose. E guida istintivamente verso l’abbinamento giusto, come del resto fa la natura. Chi può dire che il marrone e il verde non stanno bene assieme? Basta guardare gli alberi.

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