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In principio era il caos.

25 novembre 2015 | 6 commenti

“Indoor” significa letteralmente “interno”. In questa sezione voglio raccontare cosa succede all’interno di una casa, dalla progettazione dei suoi spazi e degli arredi alla decorazione, in continuo movimento come fosse un laboratorio creativo.

La casa è in continua evoluzione, come le persone che la abitano.

Quando si acquista una casa da ristrutturare il percorso che ci attende è minato da imprevisti e dubbi. Perciò è necessario equipaggiarsi, tracciare delle linee guida e imparare a trasformare il puro pensiero in progetto.

LA PRIMA VISITA.
Mentre percorrevo per la prima volta il ballatoio verso l’appartamento che avrei poi comprato, a tutto pensavo fuorché a un’abitazione dai tratti eleganti. Il ballatoio infatti è quel corridoio esterno che corre lungo il perimetro di un edificio popolare, una specie di pianerottolo lungo il quale si aprono le abitazioni dei condomini. Perciò non mi aspettavo soffitti alti quattro metri arricchiti da stucchi e pavimenti in parquet a spina di pesce alternati a marmette decorate. La scoperta è stata che quasi 100 anni fa fu l’abitazione dei proprietari dell’intero stabile, quindi non poteva avere un aspetto modesto.

Indagare sulle origini di una casa d’epoca aiuta a gettare le basi per il progetto di ristrutturazione.

All’epoca la casa era in aperta campagna e dal contesto circostante si intuisce che questo era uno dei pochi edifici della zona. L’immagine di un luogo oggi quasi in pieno centro storico ma con le caratteristiche di una piccola corte campagnola, è stato il punto di partenza del mio progetto. I centoventi metri quadrati interni avevano ambienti legati a vecchi canoni abitativi, come il doppio salone sproporzionato rispetto agli ambienti di servizio troppo piccoli. O come il corridoio di ingresso, che oggi è considerato un elemento poco funzionale e a cui si rinuncia più per seguire la moda che per reale necessità. Dato che gli spazi mi sembravano sufficientemente ampi, mi sono concessa di mantenerlo e valorizzarlo.

La casa racconta chi siamo e il corridoio crea aspettativa. Accoglie l’ospite
e lo introduce, 
come l’inizio del racconto.

Dopo

Prima

Le case di ringhiera, la versione urbana delle case di corte in cui le dimore si aggregavano attorno a un cortile comune, sono testimonianza delle usanze di una volta, quando le donne stavano a intrattenersi sul ballatoio scambiandosi chiacchiere e odori provenienti dalle reciproche cucine. Tenere la porta aperta nei mesi caldi e soleggiati fa parte della tradizione e rinfresca ambiente e spirito.

Per questo ho disegnato un cancello, realizzato poi in ferro, sintetizzando alcuni elementi tipici dello stile liberty come la coda di pavone e la foglia di Ginko Biloba.

Il cancello interno che va a sostituire la doppia porta d’ingresso
diventa un elemento funzionale e decorativo.

6 commenti

  • Valeria Chiechi scrive:

    Complimenti Michela!! Vorrei avere il tuo gusto e la tua eleganza.

  • Luca scrive:

    Ti conosco da una vita, sapevo del tuo talento… Buon lavoro Michela, hai la stoffa per il successo!

  • FRANCESCA scrive:

    mamma mia…. rimango a bocca aperta dalla bravura e dall’occhio per i particolari finemente accostati.
    semplicemente MAGNIFICO

  • Silvia scrive:

    che bel lavoro, complimenti e avanti cosi, sempre di più… una sfida meravigliosa che coinvolge finalmente la vera tua passione. Brava!

  • Eugenia scrive:

    Adoro le scritte PRIMA e DOPO che compaiono sulle immagini quando le clicchi. Devil is in the details 🙂

  • carolina gasca queirazza scrive:

    brava michela fonda, belle foto e si capisce che è pane per i tuoi denti
    da oggi questo sito entra a fare parte dei miei preferiti ; non vedo l’ora di darti casa mia da mettere sotto sopra!!!!
    bel lavoro! complimenti

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