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Dolce risveglio.

21 aprile 2016 | 2 commenti

Ci siamo lasciati alle spalle Marzo. Il mese delle pulizie sul terrazzo, del riordino e la conta dei vasi, dell’acquisto di terra nuova e concimi. Il mese di Aprile invece è quello più piacevole per chi ama il giardinaggio. Una volta stabilita l’esposizione delle varie piante rispetto al sole, si progettano le composizioni. Ci sono piante che vogliono la mezz’ombra e altre che sopportano tranquillamente il sole pieno. Ci sono quelle che patiscono le correnti d’aria e quelle anche amano il vento. Vien da sé la necessità di far corrispondere le condizioni a disposizione con i bisogni della pianta che si vuole acquistare, senza farsi abbacinare da ciò che si vede in vivaio.

L’Aquilegia è un’erbacea perenne con foglioline a forma di ventaglio. Una semplice erba, con il potere però di produrre corolle spettacolari, nella forma e nel colore. Il terrazzo non è la prateria a mille metri in cui cresce quest’erbetta dal potenziale estetico sorprendente, ma può comunque ospitarla. Basta piantarla in un luogo fresco a riparo dal vento e dalla luce diretta, a meno che non sia quella del primo sole mattutino. L’ho messa a dimora in aprile, perché fiorisca fino a luglio. Ho creato una composizione dall’aspetto campagnolo scegliendo un grande vaso basso e tondo posto su un piedistallo e ho aggiunto la campanula nana tappezzante, anch’essa erbacea perenne piuttosto rustica, che continuerà a regalarmi i suoi gioiellini viola fino a fine estate, quando la sua coinquilina sarà sfiorita.

Per meglio definire gli ambienti anche sul terrazzo, ho creato un gazebo in ferro zincato, raccordandolo alla ringhiera condominiale tramite foggia e colore. Ora, mi pare quasi ovvio che la pianta rampicante più complementare a un pergolato sia la vite. La combinazione tra i due mi crea immediatamente nella mente l’archetipo dell’estate: il tavolaccio di legno su cui silhouette di foglie e di grappoli d’uva si proiettano attraverso il sole di mezzogiorno. Il suono quasi molesto delle cicale. L’oblio di quell’atmosfera statica e afosa che ti costringe a congedarti da tutto…

…In città, ahimé, con un arbusto cresciuto in vaso, ho dovuto ridimensionare l’aspettativa e fare uno sforzo in più per ricercare l’atmosfera di cui sopra. All’inizio della primavera le gemme si trasformano rapidamente in tralci. Alcuni di questi vanno tagliati per lasciare che si sviluppino appieno quelli da orientare lungo i tralicci. In questo modo si può guidare la vite per creare l’ornamento desiderato

…e aspettare che i tralci neonati si aggancino spontaneamente al primo appiglio…

…per poi avvilupparsi lungo il percorso guidato.

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