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Piccolo orto urbano.

5 maggio 2016 | Nessun commento

Vivere in città fa perdere naturalmente il senso della terra, intesa non come globo ma come elemento fertile. Ci dimentichiamo com’è fatta e che odore ha. Mangiamo i suoi frutti ma ci sfugge il legame tra essi e questo mucchio di materia organica e minerale. Ci guardiamo dal toccarla perché è una cosa che sporca. E ci fa impressione perché è una cosa in cui tutto nasce ma anche muore, quindi la viviamo con una forma di riverenza ma anche di diniego.

Io, a un certo punto della mia vita metropolitana, ho sentito l’irrefrenabile desiderio di accorciare le distanze fra “lei” e me e ho cominciato a riempirmi di piante e fiori, maneggiandola con i guanti, fino a sentire via via l’impulso di liberarmi da ogni filtro e di toccarla a mani nude, prenderla a manciate e sentirne la grana e il calore.

Ma ancora non mi bastava, volevo sperimentare il miracolo della vita. Ma anche la sua semplicità. Quella che sta nel piantare un seme e annaffiarlo fino allo spuntare del germoglio. Niente di complicato, nessuna particolare esigenza o condizione, a parte naturalmente acqua e luce.

Fagiolo rampicante.

L’orto in terrazzo non ci autosostenta in senso alimentare, ma in senso spirituale si. E alla fine del ciclo produttivo di una pianta, staccare il frutto e mangiarlo è un piacere intenso, perché nasce da un gesto primordiale. Anche sul terrazzo.

Fagiolo nano.

Ho assemblato una fioriera in legno lunga circa un metro, con sei scomparti. In ognuno di questi ho piantato qualcosa. Bieta erbetta da taglio, lattuga, pomodori. Ho raccolto in un angolo del terrazzo tutte le piante alimentari anche se le ultime tendenze agronome pongono l’attenzione su alcune affinità o idiosincrasie tra piante. Secondo questa teoria infatti alcune piante aumentano o inibiscono la produttività in base alla loro “vicina di vaso”. Per esempio ho letto della fragola, che diventa più saporita e succosa se cresciuta accanto al timo. O del pisello nano e l’aglio, che guarda caso ho accostato e che, ahimè, non si amano affatto. Staremo a vedere..

Pisello nano rampicante.

In ogni caso per riprendere confidenza con la terra si può partire con l’insalata. Basta una cassetta della frutta con all’interno un telo traspirante che contenga la terra. Condizione sufficiente per averne di fresca ogni settimana. Quest’anno io ho scelto un lattughino variegato, che continua a ricrescere rigoglioso dopo ogni taglio. Sali minerali e fibre per corpo e spirito. E un’idea alternativa per arredare il  balcone.

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